È stato l'Aglianico del Vulture a difendere
per anni l'immagine della viticoltura lucana e, negli ultimi tempi, a mostrare
ad intenditori e appassionati la qualità raggiunta dai vini della
Basilicata. È logico quindi che la Strada del vino lucano inizi proprio
nel Vulture, dove Barile, Rionero in Vulture e Venosa sono tra i centri
più importanti dell'Aglianico. Il settore del vino lucano si è però riorganizzato
negli ultimi anni, grazie alla comparsa di nuove denominazioni, localizzate
in varie aree del territorio regionale, che si affiancano ora all'Aglianico.
Scendendo a sud provenendo dal Vulture, si trova il vino Doc Terre dell'Alta
Val d'Agri, tra Viggiano, Moliterno e Grumento Nova. È una denominazione
che conta su tre tipologie di vino: Rosso, Rosso riserva e Rosato. Nella
media Val d'Agri c'è invece il Grottino di Roccanova, un Igt che ambisce
alla Doc, come attestazione della qualità raggiunta. Un vino legato anche
alla particolarità delle grotte, da cui il nome, che sono anche una
risorsa da valorizzare nel quadro dell'interesse crescente per il "turismo
del vino". Il panorama delle Doc si completa nella zona di Matera, con l'omonimo
vino Doc, che comprende tutto il territorio provinciale e presenta ben sei
diversi tipi di vino. Un panorama, quello del vino lucano, che comprende
anche la Igt Basilicata, estesa a tutta la regione e con varie tipologie,
e ha ancora grandi potenzialità da esprimere, anche attraverso la valorizzazione
dei vitigni autoctoni, primo fra tutti l'Aglianico.