La Val d'Agri, come tutta la regione, è depositaria
di uno dei più straordinari patrimoni gastronomici della salumeria nazionale.
Tra i segreti di queste produzioni, sostanzialmente simili in tutto il territorio,
vi è senza dubbio la materia prima, proveniente da maiali alimentati
esclusivamente con prodotti naturali. Il lungo periodo di stagionatura,
inoltre, differente per i vari prodotti, garantisce un elevato livello di
digeribilità, grazie al lento processo di fermentazione che trasforma i
grassi e le proteine in sostanze ad alto valore dietetico e nutritivo. La
conservazione sotto sugna, infine, consente di preservare la qualità dei
prodotti nel tempo senza l'impiego di additivi. La soppressata e la salsiccia,
chiamata in molte parti d'Italia proprio 'lucanica' (ne parlano scrittori
come Marziale e Varrone), sono i simboli principali di quest'antichissima
tradizione. Una considerazione a parte merita poi il prosciutto di Marsico
Vetere, conosciuto come il 'San Daniele' del sud. Ma questa definizione
è alquanto riduttiva per un prodotto che conserva in pieno caratteristiche
quali la genuinità e i metodi artigianali di preparazione. Il prosciutto,
tradizionalmente, viene tenuto 40 giorni sotto sale dopo di che, lavato
con vino bianco e cosparso di pepe e peperoncino, è pronto per essere
appeso. Il periodo di stagionatura, a seconda delle dimensioni del prosciutto,
può durare uno o due anni; il clima sempre fresco e mai umido favorisce
una maturazione ottimale, riducendo i rischi di infiltrazioni d'aria o di
vermi. Oggi, accanto alle tradizionali e ben consolidate attività tipicamente
familiari, in questo settore operano, con elevata professionalità, alcune
microstrutture artigianali capaci di assicurare la produzione di alcune
migliaia di prosciutti nel rispetto dei metodi artigianali. Nel periodo
di Ferragosto, sul monte che domina il paese, il Volturino, si svolge una
sagra di tre giorni dedicata al gustosissimo salume.