Le origini dell'attività pastorale in Val d'Agri
vengono fatte risalire, da ricerche storiche e scavi archeologici, all'età
del ferro mentre furono i coloni greci a costruire i primi caseifici nel
VII° sec. a.C. Il minimo comune denominatore della produzione casearia della
Val d'Agri sono gli abbondanti pascoli incontaminati, dove crescono essenze
ed erbe aromatiche capaci di conferire al latte proprietà nutritive ed un
sapore assolutamente unico. Il nostro percorso nella tradizione casearia
della Val d'Agri comincia a Paterno. . Dal punto di vista produttivo, Paterno
si è fortemente caratterizzato per l'attività di trasformazione lattiero-casearia
effettuata prevalentemente da piccole imprese a carattere familiare o da
medie imprese con annessi punti vendita. La produzione predominante è
quella delle mozzarelle e delle scamorze ottenute da latte di vacche frisone
e brunalpine, oltre al rinomatissimo caciocavallo podolico ottenuto dal
latte delle vacche omonime lasciate al pascolo libero in montagna. Il nostro
itinerario prosegue recandoci a Moliterno dove viene prodotto il "canestrato"
, così chiamato per la forma dei contenitori di giunco e ginestra in cui
viene posto a stagionare. Conosciuto impropriamente come pecorino, la lavorazione
di questo tipo di formaggio risale ad un'epoca antichissima. La stessa etimologia
del nome del paese viene fatta risalire, da alcuni, alla parola latina 'mulcretum'
(luogo dove si fa il latte). Tra luglio e settembre, quando le pecore vanno
in 'asciutta', si produce - con il solo latte di capra - il 'casieddu'.
È un cacioricotta avvolto nelle cime di felce maschi, strette con
un legaccio di ginestre o di giunco essiccato. Per avere una visione completa
della realtà pastorale della Valle, imprescindibile è una visita ai
territori di Armento, Guardia e Corleto Perticara. In questa area la maggior
parte dei terreni è destinata al pascolo, infatti la pastorizia è
l'attività agricola ivi predominante. Dal latte degli ovicaprini, invece,
oltre ai classici formaggi pecorini e ricotte, si ricava anche il cacioricotta.
Ottenuto dalla miscelazione del latte di capra e pecora, è un formaggio
a pasta cruda, lavorato manualmente, sottoposto a stufatura naturale e salato
a secco.