Dalle terre vulcaniche del Vulture nasce il primo
e più famoso vino Doc lucano, l'Aglianico,che sta puntando decisamente
alla Docg. Ottenuto dal vitigno omonimo,uno dei vitigni autoctoni italiani
più importanti, l'Aglianico del Vulture è un nobile vino rosso
che ha avuto negli ultimi anni una grande crescita qualitativa, grazie soprattutto
all'azione di tanti produttori. Secondo il disciplinare, questo vino nasce
dalla vinificazione in purezzadi uve Aglianico. Le viti sono coltivate soprattutto
nella tradizionale forma ad alberello, ma anche a cordone speronato e Guyot,
senza pratiche di forzatura. La resa massima è di 100 quintali per
ettaro. L'Aglianico del Vulture non può essere messo in commercio senza
almeno un anno di invecchiamento; la gradazione minima deve essere di 11,5
gradi. Per le sue caratteristiche, si presta bene anche ad un lungo affinamento:
dopo tre anni, di cuidue passati nelle botti, può avere la qualifica di
"Vecchio", mentre ci vogliono cinque anni per fregiarsi della qualifica
di "Riserva". È un grande rosso, dal colore rubino che tende con il tempo
al granato: il profumo ampio e delicato migliora con l'invecchiamento. In
bocca è equilibrato e giustamente tannico: tende al vellutato con
l'età. Esiste anche la produzione di spumante di Aglianico a fermentazione
naturale, soprattutto amabile. Con circa 700 ettari e una produzione di
oltre 21mila ettolitri, l'Aglianico occupa un posto di rilievo nella viticoltura
lucana: il 40% della produzione è destinato fuori regione. Numerose sono
le aziende che imbottigliano in proprio, soprattutto a Barile, Rionero in
Vulture e Venosa. Accanto a cantine dalle attrezzature modernissime, per
l'affinamento vengono spesso ancora utilizzate le antiche grotte scavate
nella roccia. L'Aglianico sta avendo ottimi risultati anche nei concorsi
e nelle guide dei vini. Attorno a questo vino è nata un'azione di
promozione del prodotto e del territorio del Vulture, anche attraverso sagre
e manifestazioni diffuse in tutto la zona.